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La scomparsa delle tradizioni locali

Coca-Cola, McDonald’s e Nike sono tre grandi marchi di aziende multinazionali che producono rispettivamente bibite gasate, panini con l’hamburger e scarpe da ginnastica.

Questi tre nomi, però, sono diventati anche dei simboli: sono la prima immagine che viene in mente quando si pensa a un mondo sempre più piccolo, in cui tutti possono alimentarsi con gli stessi cibi, bere le stesse bevande, vestirsi con gli stessi indumenti. In cui gli slogan pubblicitari ci inseguono in ogni luogo del mondo per raccontarci, con le stesse immagini, come sia bello correre con ai piedi le scarpette da ginnastica che indossa il campione di basket Michael Jordan e fare colazione con i McQualcosa, piuttosto che con pane e marmellata.

Il fast food globale

È come se, stuzzicati dalle televisioni e dai messaggi pubblicitari, i teen-ager di ogni angolo della terra sentissero contemporaneamente il bisogno di indossare un certo tipo di indumenti, di allungare o accorciare le gonne, a seconda della moda, di mangiare panini o patatine fritte, di giocare per ore con il videogioco del momento. Gli stili di vita occidentali, e, in particolar modo americani, si stanno imponendo sulle altre culture, religioni, modi di vivere, di produrre, di consumare.

Certo, è bello che nel mondo tutti abbiano la possibilità di fare le stesse cose e di acquistare gli stessi oggetti. Ma esiste il rischio che i paesi che hanno un’economia più forte impongano anche i loro modi di vivere, i loro miti, la loro cultura, e che questa cultura dominante finisca con lo schiacciare le altre.

La globalizzazione delle differenze

Le tradizioni locali, le culture dei paesi del Sud del mondo devono essere scoperte, conosciute e protette, così che non si perdano, inglobate dagli stili di vita proposti, o più spesso imposti, dai mass media dei paesi economicamente più sviluppati. Solo in questo modo il mondo in cui viviamo potrà continuare ad essere un arcobaleno di razze, di lingue, di religioni e di sapori. Dove esiste il vocabolo "differenza" c’è posto per la democrazia; dove le culture si incontrano tra loro e si mescolano all’insegna della tolleranza e del rispetto reciproco, là è nascosto forse il senso più autentico della parola globalizzazione.

(tratto da: V. Ardone, Il pianeta delle differenze. La globalizzazione spiegata da un fotoreporter ai suoi figli, Edizioni Simone per la scuola, Napoli 2005)







Il pianeta delle differenze
La globalizzazione spiegata da un fotoreporter ai suoi figli

pp. 224, € 8,00

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