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Le funzioni nella scuola dell’autonomia

L’articolazione modulare del monte ore annuale delle singole discipline consente al consiglio di classe di andare oltre il classico susseguirsi delle tematiche inserite nei programmi ministeriali, che diventano sempre di più duttili, flessibili e gestibili secondo le esigenze dei singoli gruppi classe, pur nel rispetto dei paletti indicati dai "saperi minimi", dallo zoccolo duro che deve essere presente e non può non essere contenuto nella programmazione e nell’esecuzione della didattica.

La possibilità di strutturare unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria permette di realizzare un cammino concluso e definito, nel quale la lezione è sempre più intesa come apporto partecipativo dell’intero gruppo, come "imparare insieme" e definire insieme le strutture didattiche, calibrate e personalizzate secondo il gruppo di alunni.

A complemento di quanto sopra affermato, è importante superare una visione statica del processo di insegnamento-apprendimento, per arrivare a dare risposte differenti alle esigenze diverse del gruppo sociale rappresentato nella classe. Accanto ai percorsi classici e tradizionali, offerti all’intero gruppo, andranno studiati e realizzati percorsi di recupero, intesi non tanto e non solo come recupero di conoscenze, quanto come recupero di abilità, di saper fare e saper organizzare lo studio, e come recupero motivazionale, volto a far cogliere l’utilità intrinseca dell’apprendimento delle singole discipline e, più in generale, dell’acquisizione della conoscenza.

Dovrà essere data la giusta valorizzazione anche alle potenzialità dei più bravi e dei più motivati, attraverso l’organizzazione di percorsi di eccellenza, studiati e calibrati per stimolare l’emergere delle capacità e della padronanza della materia da parte dei migliori, o di quelli che, opportunamente indirizzati, possono diventarlo.

A tal fine un’interessante sperimentazione, che ha dato ottimi risultati, prevede che i migliori diventino tutor dei più deboli, stimolandoli con l’esempio e affiancandoli nel processo cognitivo.

La realizzazione del lavoro in team: docente, alunni tutor, alunni da recuperare, ha portato spesso a risultati insperati che hanno compattato il gruppo e hanno spinto tutte le componenti a voler migliorare e a dare il meglio di sé.

L’aggregazione delle discipline per aree permette di impostare la didattica tenendo conto delle interazioni tra le diverse materie, valorizzandole e sottolineandole e, allo stesso tempo, impostando percorsi operativi unificati che da una parte realizzano un’economia spazio-temporale nella didattica, dall’altra fungono da stimolo e da esempio alla classe, che è organizzata dal lavoro in team dei docenti; questa modalità di azione consente di sottolineare gli aspetti comuni e quelli divergenti tra le discipline, offrendo una prospettiva d’insieme che coglie analogie e differenze, punti di luce e punti di ombra, difficoltà e utilità del macrocosmo in cui sono frammentati i diversi microcosmi rappresentati dalle singole materie.

La nuova didattica prevede un’articolazione modulare di gruppi di alunni anche tra classi, quindi un superamento del concetto tradizionale di classe.

La classe diventa in insieme flessibile, duttile e dinamico, che interagisce con le altre classi, non è più nettamente separata.

Si realizza un equilibrio sincronico nel quale componenti delle diverse classi si fondono, per dar vita a nuclei organizzati che rispondono a esigenze puntuali.

Possono crearsi gruppi per sviluppare percorsi mirati di recupero, oppure per potenziare e migliorare le capacità attraverso percorsi di eccellenza, o ancora per realizzare percorsi tematici particolari che interessano e coinvolgono specifiche categorie di alunni.

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La didattica modulare
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