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Il modulo

Il modulo risulta quindi come un insieme coerente di attività, frutto di un’azione didattica complessa e sensibilizzata all’esistenza di più sistemi integrati e interagenti tra loro.

Il modulo, che tende a sviluppare sia abilità generali sia abilità specifiche, può essere applicato a tutte le discipline, anzi, il suo carattere generalmente pluridisciplinare, non privilegia l’una o l’altra materia, ognuna delle quali può dipanarsi e coniugarsi liberamente con quelle che meglio rispondono e esplicitano le finalità dell’azione didattica.

Fine primario della struttura modulare è quello di pervenire all’organizzazione di saperi significativi e personalizzati per gli allievi attraverso lo sviluppo di percorsi di:

• comunicazione e formazione disciplinare;

• formazione multialfabeta.

La comunicazione disciplinare deve essere in grado di fornire le chiavi della disciplina, il bagaglio minimo ma sufficiente di conoscenze e, soprattutto, la capacità di gestirle e svilupparle in modo autonomo.

La formazione multialfabeta deve sviluppare una visione di insieme nella quale la singola materia è parte di un’angolazione più ampia, e il tema affrontato si apre alle diverse articolazioni prospettiche, perché solo una visione di insieme che tenga conto dell’apporto e dell’interazione di più discipline può permettere di giungere a quella conoscenza integrata e complessiva che si estrinseca nella padronanza del sapere.

 

Caratteri del modulo

Il modulo si presenta quindi come un sistema integrato di apprendimenti significativi, che realizza un percorso economico rispetto alla dinamica dei percorsi tradizionali, in quanto evita eventuali duplicazioni e interagisce con diverse discipline. L’economia dell’azione didattica si coniuga con l’efficacia, in quanto il modulo mira a definire saperi consolidati e sedimentati nell’allievo.

Il suo sviluppo, quindi, non si dipana secondo le logiche sequenziali dell’analisi disciplinare ma, in una visione di autosufficienza e completezza, si sviluppa in dipendenza delle abilità e delle competenze centrali per le quali è strutturato e alle quali tende.

Fine primario del modulo è lo sviluppo, nel discente, di sistemi di padronanza, che presuppongono, ma vanno oltre, le competenze disciplinari.

La sostituzione di una logica contestuale a una logica sequenziale rende il modulo un sistema compiuto, all’interno del quale è necessario che siano chiaramente esplicitate le finalità e le metodologie adottate, per quella logica di trasparenza nei rapporti che deve contraddistinguere la didattica.

I contenuti vanno calibrati alle finalità e finalizzati alla valenza formativa alla quale il modulo tende.

All’interno del sistema modulare dev’essere possibile, per docente e discenti, una "navigazione a vista", con la precisa conoscenza, in ogni momento, del "punto nave", del cammino percorso e di quello che ancora si deve affrontare.

Il sistema modulare deve consentire una navigazione all’interno della disciplina, ma anche tra le discipline del modulo, in modo da sviluppare l’autocapacità ad andare "oltre l’informazione" fornita dalla singola materia.

 

Struttura del modulo

Ogni modulo è strutturato in un’unità di apprendimento complessa, basata su diversi momenti: laboratorio; informazione; verifica; autovalutazione; certificazione.

Il laboratorio è la fase di definizione dei contenuti del modulo, che presuppone un’interazione e una collaborazione attiva non solo con gli alunni ma, soprattutto in una fase iniziale, anche con i docenti delle aree interessate allo sviluppo dell’argomento modulare.

Ricerca/azione, sperimentazione e aggiustamento continuo, autoanalisi e rilevamento risultati devono contraddistinguere l’attività di laboratorio, che non può non accompagnare ogni fase progettuale, attuativa e valutativa del modulo. Non bisogna dimenticare, infatti, che non esiste un modulo applicabile a ogni realtà, e che sono necessari aggiustamenti e adattamenti continui per rendere i moduli-base corrispondenti ed efficaci per il caso concreto.

L’informazione è la fase di illustrazione alla classe del modulo.

L’argomento viene presentato, mediante una mappa strutturata, un percorso logico che ne esplicita i passaggi più significativi.

Due le finalità di questa fase. La sollecitazione di schemi di ragionamento e la sollecitazione di schemi di analogia, che mettano in moto le capacità di autoanalisi dell’alunno e stimolino il suo desiderio di camminare insieme nel percorso formativo.

La verifica deve permeare i diversi momenti applicativi del modulo e può essere:

• continua, per controllare in ogni momento la reale incidenza e l’effettivo interesse suscitato nella classe;

• formativa, per misurare alla fine di ogni segmento del modulo, di ogni unità affrontata, la permeabilità e l’incisività dell’azione didattica e, se è il caso, per organizzare recuperi in itinere o interventi mirati a colmare lacune evidenziate;

• sommativa, per tracciare il bilancio dell’attività a fine modulo, valutare l’efficacia e analizzare i risultati conseguiti, evidenziando i punti di forza e i punti di debolezza dell’azione didattica e decidendo gli eventuali interventi correttivi opportuni a ottimizzare i risultati.

L’autovalutazione, strettamente collegata alla verifica sommativa, ma anche elemento caratterizzante ogni fase della gestione del modulo, deve coinvolgere come parti attive i diversi attori della didattica: dal capo d’Istituto ai docenti del consiglio di classe, dalle famiglie agli allievi. L’incisività dell’azione è tanto più efficace quanto maggiore è il grado di sensibilizzazione e di collaborazione tra le diverse componenti.

La certificazione consente una gestione degli obiettivi indirizzata a renderli non solo verificabili, ma anche documentabili attraverso la loro rappresentazione nei crediti scolastici e la loro cumulabilità, che ne consente la capitalizzazione e lo sfruttamento sia nel mondo della scuola sia nel mondo del lavoro.

Gli obiettivi di ogni modulo vanno distinti tra:

• abilità, che corrispondono all’apprendimento addestrativo, al sapere;

• capacità, che corrispondono all’apprendimento cognitivo, al comprendere;

• competenze, che corrispondono all’apprendimento operativo, al saper fare.

Abilità, capacità e competenze si coniugano e integrano fino a pervenire alla padronanza.

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