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Curricolo e autonomia

Se si comparano le varie idee di curricolo fino ad oggi evidenziate nella scuola italiana si evince chiaramente l’evoluzione concettuale che il termine ha subito, parallelamente con l’evoluzione del modello formativo italiano.

Prima del Regolamento dell’autonomia, l’idea del curricolo di un ordine scolastico era vincolata da ordinamenti e da programmi nazionali, quindi le scelte delle realtà scolastiche locali, pur fondamentali per la costruzione di un curricolo funzionale, non potevano oltrepassare i limiti già posti in termini normativi.

All’interno di questi limiti, diventava estremamente arduo immaginare un curricolo verticale.

L’articolazione settimanale dell’orario, la coincidenza dell’unità d’insegnamento con l’unità oraria, la rigidità della classe, l’autarchia delle discipline decisamente marcata, soprattutto nelle scuole medie e superiori, rendeva arduo progettare un percorso in continuità.

A ciò va aggiunta la diversità, spesso l’incomunicabilità, delle culture professionali dei tre ordini di scuola, che rendeva realmente inattuabile un progetto di verticalizzazione del curriculum, che toccasse diverse realtà scolastiche.

Solo nella scuola di base si erano in passato realizzate esperienze di programmazione di percorsi formativi coinvolgenti più discipline e si era prestata una certa attenzione alle modalità e ai criteri di valutazione degli alunni e, alla valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati.

La scuola elementare ha anche per prima sviluppato interessanti esperienze sul recupero dello svantaggio, assimilabile a ciò che nel Regolamento è chiamato debito formativo.

Il Regolamento dell’autonomia rivoluziona completamente la "cultura curricolare", spostando la prospettiva verso interpretazioni più tecniche ed operative, e verso definizioni fondate sulla normativa.

Il significato di quadro curricolare, nei suoi concetti base, risulta per la prima volta definito e tracciato in modo chiaro e incontestabile e, soprattutto, unico, attraverso indicazioni e riferimenti a carattere nazionale.

L’idea di un curricolo "istituzionale", in un’epoca in cui è celebrata l’autonomia della scuola, non è contraddittoria né deve stupire, in quanto un’autonomia senza regole e linee guida certe e definite, potrebbe sicuramente aumentare problemi e confusioni di ruoli, piuttosto che risolverli.

È certo, comunque, che il passaggio alla nuova cultura curricolare deve avvenire in modo graduale e condiviso, con scadenze e tempi che consentano di capire, accettare, cooperare e applicare.

Il Regolamento avrà possibilità di essere applicato veramente solo quando sarà completato con i contenuti e ridefinito nelle strutture.

È ineludibile una riflessione sui saperi della scuola, sviluppati nelle diverse realtà.

Curricolo e autonomia
Regolamento e curricolo




I curricoli
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