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Regolamento e curricolo

Per comprendere la nuova struttura e l’essenza del curriculum tracciato dal Regolamento dell’autonomia, è utile soffermarci sugli articoli più interessanti, che ne delineano aspetti e particolarità.

L’articolo 1, comma 1, definisce la scuola come espressione di "autonomia funzionale" che provvede alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa, e trasferisce il curricolo da una possibile posizione esclusiva, centrata sul modello istituzionale nazionale, ad una posizione più strategica ed aperta di tipo organizzativo territoriale, in una logica di equilibrio tra obiettivi di carattere nazionale, istanze di promozione dei singoli e aspettative della comunità. È evidente la connessione stretta tra curricolo e offerta formativa.

Nel rispetto del monte ore stabilito a livello nazionale, ogni istituzione scolastica compone quindi il quadro unitario in cui sono indicate le discipline e le attività fondamentali definite a livello nazionale, quelle fondamentali alternative tra di loro, quelle integrative, e gli spazi di flessibilità.

Quindi, il piano di studi di ogni scuola, deve essere costituito da:

discipline ed attività fondamentali nazionali (quota nazionale);

discipline ed attività fondamentali alternative (quota locale);

• discipline ed attività facoltative (quota locale);

gli spazi di flessibilità.

L’articolo 3 è dedicato al Piano dell’offerta formativa e distingue la progettazione in "curricolare" ed "extracurricolare", specificando che sono le scuole che devono adottare tale piano nell’ambito della loro autonomia.

L’articolo 4 tratta l’autonomia didattica, specificando ulteriormente in che modo ogni realtà scolastica può costruire il suo curricolo e definendo gli aspetti irrinunciabili, i limiti e le opzioni.

È irrinunciabile la flessibilità, quindi l’adeguamento dell’insegnamento e dello svolgimento dei percorsi didattici disciplinari e delle attività nel modo più consono al tipo di studi e alle reali potenzialità di apprendimento degli alunni.

I limiti, sono delineati nella conciliazione tra:

libertà d’insegnamento;

libertà di scelta delle famiglie;

finalità generali del sistema;

obiettivi nazionali;

diritto di apprendere

crescita educativa di tutti;

valorizzazione delle diversità;

promozione delle potenzialità di ciascuno;

successo formativo.

Le opzioni sono individuate nella concretizzazione dei tempi dell’insegnamento delle singole discipline, in piani funzionali.

La costruzione dell’offerta formativa passa attraverso scelte di tipo curricolare. È infatti possibile:

ordinare ciascuna disciplina e attività in un monte ore annuale;

immaginare delle unità d’insegnamento non legate all’unità oraria;

pensare a percorsi individualizzati;

ipotizzare articolazioni di gruppi di alunni indipendentemente dalle classi di provenienza;

aggregare discipline e aree in ambiti disciplinari;

L’articolo 5, a proposito dell’autonomia organizzativa indica le condizioni perché ogni scuola possa costruire il proprio curricolo. Anche qui è confermata la necessità di conciliare tra loro la questione della libertà progettuale della scuola con gli obiettivi generali e con gli obiettivi specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio.

Sono inoltre indicati alcuni elementi che possono caratterizzare notevolmente la tipologia del curricolo:

l’adattamento del calendario;

la flessibilità oraria delle discipline organizzabili anche su base plurisettimanale;

la flessibilità nell’impegno dei docenti;

l’articolazione innovativa delle lezioni.

L’articolo 8 è dedicato al curricolo dell’autonomia. Attraverso la definizione dei curricoli e la distribuzione delle competenze tra il livello nazionale e il livello territoriale.

Le istituzioni scolastiche determinano nel Piano dell’offerta formativa il curricolo obbligatorio per i propri alunni in modo da integrare la quota definita a livello nazionale con la quota ad esse riservata che comprende le discipline e le attività liberamente scelte.

È importante, all’interno del Regolamento, anche la definizione di curricoli differenziati, definiti come quelli che una situazione scolastica può attivare, variando le opzionalità all’interno delle discipline e attività alternative ed integrative, nell’ambito dello stesso piano di studi. La precisazione, inoltre, che tali curricoli devono essere indicati nel Piano dell’offerta formativa conferisce ad essi un’identità pubblica e, in quanto tale, sottoposta al controllo sociale, essendo il Pof un atto reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie.

Curricolo e autonomia
Regolamento e curricolo




I curricoli
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