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I saperi essenziali della formazione di base

Le competenze non individuano contenuti disciplinari; infatti i verbi usati descrivono sia conoscenze (saperi dichiarativi), sia abilità complesse (abilità intellettuali unite a sapere procedurale e strategico), sia abilità operative (saper fare), sia padronanze cognitive e metacognitive di connessione, transfer, autoregolazione e controllo (saper prevedere, immaginare, pensare).

Le competenze secondo Popper

Alcune competenze sono difficilmente rapportabili a una sola area, quindi si presentano come macrocompetenze di carattere trasversale.

Il riferimento ad "aree" e non a discipline lascia trapelare il dibattito esistente per quanto attiene al carattere troppo circoscritto e limitato di una concezione meramente disciplinare.

Popper dice che "la realtà non è data in una struttura, ma pensata, scoperta, indagata e interpretata per ipotesi descrittive, esplicative, sulla base di concetti che funzionano da paradigmi interpretativi e utili regole d’azione".

Le regole attraverso le quali tentiamo di definire e scoprire la verità devono necessariamente conservare il carattere di ipoteticità e incompletezza, con formulazioni teoriche che anticipano risultati non ancora definibili sulla base di esperienze generalizzate.

Secondo questo postulato, una buona formazione scientifica dovrebbe basarsi sulla costruzione di competenze che vadano a congiungersi in un complesso di abilità cognitive e metacognitive di anticipazione-progetto-finzione-immaginazione-ideazione, che trascendono necessariamente la singola disciplina.

Le competenze secondo Bruner

Un altro approccio concettuale vede la competenza collegata strettamente a un uso della disciplina, intesa come sistema organizzato e strutturato relativo alla conoscenza delle possibili rappresentazioni-interpretazioni della realtà.

In questo senso la competenza è considerata in funzione:

alla costruzione personale e sociale dei saperi più che alla costruzione di inventari enciclopedici di conoscenze;

alla ricostruzione dell’unitarietà del mondo indagato più che alla parcellizzazione del sapere;

allo sviluppo, quindi, di capacità personali e critiche nella gestione delle informazioni e delle abilità da utilizzare nella soluzione dei problemi di vita quotidiana.

In questo senso appare condivisibile la teoria di Bruner che sottolinea la funzione mediatrice delle discipline tra la realtà e le sue rappresentazioni.

Secondo Bruner le migliaia di anni spesi dall’uomo nella costruzione di strumenti hanno prodotto, con tempi progressivamente sempre più rapidi, incremento esponenziale delle abilità umane. Gli strumenti sono degli "artefatti culturali" in grado di aumentare il potere degli organi fisici.

Attraverso la costruzione l’uomo non si è rapportato in modo passivo all’ambiente, ma ha sviluppato un rapporto interattivo con la natura, mediando tra esigenza di adattamento e capacità di trasformazione dell’ambiente. Questo processo, secondo Bruner, può essere rappresentato in tre sistemi di elaborazione delle informazioni e di rappresentazione della realtà paralleli e integrabili.

La disciplina trasferisce competenze in modo mediatico se non si limita a disquisire sulla realtà, ma se si presenta in un primo momento come esperienza, e in un secondo come esecuzione di operazioni cognitive in rapporto a un determinato argomento culturale.

La costruzione di conoscenze deve avvenire attraverso una mediazione e un rapportarsi ai sistemi simbolico-culturali.

Le esperienze mediate si sviluppano attraverso processi istruttivi intenzionali, in cui skill in a medium, cioè competenze costruite attraverso apparati culturali, tecnologici, artificiali, risultano un tutt’uno con i media stessi.

È quindi importante privilegiare non tanto la scelta di quali discipline andranno a formare i curricoli e nei curricoli le competenze, quanto l’innovazione metodologico-didattica basata sulla valorizzazione delle esperienze mediate dai sistemi simbolico culturali, sviluppati attraverso le discipline.

Ogni disciplina e, al suo interno, ogni linguaggio deve essere mediatico, all’interno di un laboratorio di idee dove allievo e docente interagiscono e si scambiano ruoli e conoscenze, in un rapporto di ricerca-azione.

I saperi essenziali della formazione di base
Competenza come alfabetizzazione
Le competenze come obiettivi di un curricolo scolastico




La scuola delle competenze
I saperi essenziali
   della formazione
   di base
Competenza come
   alfabetizzazione
Le competenze come
   obiettivi di un curricolo