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Le immagini statiche

Cartelloni, grafici, quadri, fotografie

Questi mezzi aiutano sia a presentare i dati in maniera organica sia a mostrare immagini reali quando non è possibile farlo dal vero; aiutano a sistemare organicamente alcuni materiali; sono facili da preparare e possono essere approntati anche dagli alunni; sono utili solo per piccoli gruppi.

La lavagna luminosa

L’uso della lavagna luminosa permette l’integrazione di un testo verbale e di un testo visivo. Chi illustra i lucidi si trova a parlare con la faccia rivolta a chi ascolta e supporta con le immagini la sua relazione orale.

I lucidi da proiettare possono essere preparati prima o costruiti a tappe durante l’esposizione. La preparazione dei lucidi prevede alcune semplici regole:

— il lucido va colto con uno sguardo;

— un lucido usa soprattutto immagini;

— le parole e i segni che integrano le immagini (oltre ad aiutarne la lettura) devono servire a orientare l’ascoltatore nella comunicazione orale-visuale del commentatore;

— l’area massima di scrittura, per un foglio A4, deve essere 19 x 23 cm;

— l’altezza delle lettere deve essere almeno di 1 cm sullo schermo (2,3 mm sul lucido), per lettori che si trovano a 2 m, e 3,9 cm (7 mm sul lucido), per quelli che si trovano a 5,8 m;

— i lucidi possono essere preparati in vario modo (penne e pennarelli, trasferibili, forme ritagliate, stecchini, mascherine, diapositive ecc.).

Le modalità di presentazione dei lucidi sono molte; di seguito ne verranno presentate alcune:

— a sovrapposizione, quando sul piano luminoso si aggiunge un particolare alla volta per costruire gradualmente un’immagine complessiva; i diversi particolari vengono solitamente disegnati su lucidi diversi che vengono sovrapposti;

— a isolamento, se mediante una mascherina si evidenziano di volta in volta i vari elementi presenti su un unico lucido;

— a sottrazione, quando si pone sul piano luminoso un certo numero di lucidi contenenti ognuno un particolare di un’unica immagine; con il procedere dell’esposizione viene tolto un lucido per volta, privando man mano l’immagine iniziale di un particolare;

— a scoprimento, se un unico lucido sul quale c’è l’intera immagine viene scoperto un po’ alla volta con l’aiuto di un foglio opaco che tiene nascosto ciò che si vuole mostrare in seguito.

Il diaproiettore

Il diaproiettore serve per la proiezione di diapositive, che sono quasi sempre di tipo figurativo.

La migliore resa visiva rispetto alla lavagna luminosa e la suggestività delle immagini cattura maggiormente l’attenzione dell’ascoltatore.

Uno dei limiti di questo mezzo è che, per la preparazione delle diapositive, è necessario fare ricorso alla tecnica fotografica e non tutti hanno una simile competenza. Sul mercato è possibile reperire diapositive già preparate, ma, di solito, il loro costo è molto alto.

Inoltre la successione delle immagini è fissa e stabilita prima della loro presentazione, per cui le diapositive devono essere disposte in maniera tale che la precedente sia collegata alla successiva attraverso un’operazione mentale di unione, che può essere una congiunzione, una causa-effetto, un prima-dopo, lo sviluppo di quanto presentato prima, la deduzione, l’implicazione o altro ancora. Non vi è, infine, la possibilità di variare l’ordine di presentazione dell’argomento perché si è legati alla successione predeterminata delle immagini.

Comunicazione e apprendimento
Le immagini statiche
Le immagini cinetiche
La comunicazione scritta: i manuali scolastici
La comunicazione orale e scritta: la lavagna nera
La comunicazione orale: il lettore di audiocassette
Il confronto con la realtà esterna
Le nuove tecnologie




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Comunicazione e
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