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Il pieno sviluppo degli individui

Si riprenda in esame il dettato costituzionale che impone il pieno sviluppo di tutti i cittadini.

Pieno sviluppo è un’espressione vaga, ma si può tentare di darle un significato più concreto. Una persona può dirsi completamente formata e realizzata se riesce a:

— apprendere tanto da sviluppare tutte le sue potenzialità al massimo livello;

— coltivare tutte le sue dimensioni (cognitiva, affettiva, sociale, morale, linguistica, motoria, estetica ecc.);

— conservare un’identità personale e socio-culturale.

Una scuola che voglia formare in tal senso tutti gli alunni, compresi quelli che partono in condizioni di svantaggio sia psico-fisico che culturale, deve diventare una scuola che si adegui alle caratteristiche personali degli allievi, attraverso il rinnovamento dell’organizzazione e dell’azione educativa e didattica, e deve operare in modo che i tre aspetti della formazione siano tenuti in giusta considerazione.

Lo sviluppo della personalità avviene attraverso l’apprendimento di conoscenze, capacità e atteggiamenti. La scuola deve diventare un ambiente di apprendimento che:

— attraverso metodologie efficaci, trasmetta contenuti disciplinari in quantità proporzionata alle caratteristiche dei singoli;

— promuova interazioni socio-culturali fra gli alunni per favorire la nascita di atteggiamenti positivi nei confronti degli altri;

— organizzi le attività necessarie per sviluppare le capacità linguistiche, matematiche, sociali, motorie ecc.

Tale sviluppo integrale deve essere promosso attraverso un’"individualizzazione" dell’offerta formativa, facendo in modo che ogni singolo allievo possa esprimersi al massimo delle sue possibilità evitando, come succede oggi, che i più deboli siano sempre in affanno e i più dotati debbano limitarsi a segnare il passo imposto dal resto della classe.

Le dimensioni della personalità sono molteplici in quanto essa investe le diverse sfere personali: cognitiva, motoria, affettiva, sociale, morale, linguistica, estetica ecc. La scuola dovrebbe rivolgere la sua attenzione a tutte le dimensioni, favorendo un loro sviluppo organico e senza commettere l’errore di limitarsi a trasmettere le sole conoscenze disciplinari.

È evidente che la formazione integrale non deve essere concepita in senso quantitativo, ma piuttosto come un atteggiamento di apertura al patrimonio culturale dell’umanità intera e per questo è necessario che gli insegnanti trasmettano e gli alunni apprendano le strutture del sapere e le idee generali di tutte le dimensioni dell’uomo. L’errore maggiore che si può commettere è quello di favorire esclusivamente quelle sfere che, in maniera naturale, si manifestano nel singolo sotto forma di interesse personale.

Ancora una volta la realizzazione di questo obiettivo è possibile solo attraverso un’individualizzazione degli interventi, in quanto, per ciascun alunno, bisogna prevedere interventi diversi a seconda delle sue attitudini innate, del rapporto che egli ha verso ciascuna dimensione della personalità e dei ritmi e degli stili di apprendimento.

Una scuola che si limitasse a sviluppare le capacità del singolo, cercando di indirizzare la sua azione sì su aspetti molteplici, ma imponendoli a tutti in uguale maniera, potrebbe diventare una scuola che tende a formare cittadini tutti "uguali", pur se i livelli raggiunti da ognuno sarebbero comunque sempre diversi perché legati alle proprie potenzialità.

La base di una Democrazia risiede, invece, nel rispetto e nella valorizzazione delle identità di ogni componente la società. Ogni uomo, come noto, è diverso da tutti gli altri sia per fattori genetici sia per aspetti dovuti all’ambiente di provenienza che ne condizionano fortemente lo sviluppo.

Il vero impegno democratico-educativo è quello di garantire il pluralismo delle idee e delle azioni, specialmente nella società di oggi, che sempre più spesso mette a contatto popoli e culture diverse. Questo è dovuto sia a un’informazione sempre più globale sia all’intensificarsi di flussi migratori, non più interni a un singolo Stato, come è accaduto nel passato, ma verso Paesi lontani, il che comporta inevitabilmente il mescolarsi di razze, religioni, lingue, culture molto diverse fra loro.

Relativamente a questa situazione, la scuola non deve rimanere indifferente, ma anzi deve cogliere l’occasione per favorire la conoscenza e la valorizzazione delle diversità a tutti i livelli e, nel contempo, deve abituarsi a trattare in maniera differenziata ogni singolo individuo per rispettare e valorizzare le sue specificità.

Ieri e oggi
La situazione attuale
Il pieno sviluppo degli individui
L’insegnamento individualizzato
I percorsi didattici flessibili
I percorsi didattici diversificati
I percorsi didattici aggiuntivi




Gli interventi didattici differenziati
Ieri e oggi
La situazione attuale
Il pieno sviluppo
   degli individui
L’insegnamento
   individualizzato
I percorsi
   didattici flessibili
I percorsi
   didattici diversificati
I percorsi
   didattici aggiuntivi